Il senso della crisi: impossibilità vs. opportunità

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’…Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia… E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla

Mi piace iniziare questa riflessione sul senso della Crisi dalle parole di Albert Einstein, proprio per porre l’attenzione al potenziale “positivo” ed energetico contenuto nel termine stesso. Oggi “la crisi” sembra essere una “chiave”, tutto viene spiegato usandola e abusandola, dall’emergenza maltempo, all’aumento del costo di beni e servizi di prima necessità, fino alle più intime e recondite difficoltà dell’umano mondo.
Certo c’è, esiste, si tocca ed è tangibile nelle case di molte famiglie italiane e non, ma quello su cui vorrei riflettere è sull’uso che ne facciamo del termine.

L’idea ricorrente di crisi è legata a qualcosa di ineluttabile, qualcosa che prende e che rende la sopravvivenza di una persona comune quanto di uno stato dipendente dalle sue oscillazioni “umorali”, quasi come fosse cosa viva.
Cerchiamo di capire, però, da dove deriva il termine, partendo dalla sua etimologia.

Crisi arriva da “krisis”, sostantivo dal verbo Krino, ossia separo, decido, momento di separazione tra un modo di essere ed un altro differente.
Già nel suo significato primordiale, la crisi porta con sé un senso di cambiamento, un mutamento che può fornire opportunità a chi è in grado di adattarsi e soprattutto di utilizzare le proprie potenzialità individuali.

È interessante notare come dentro “la crisi” è insito il problema e la sua soluzione, il pericolo dello smarrimento e la bussola che può portare fuori dal pericoloso labirinto dell’indecisione e della precarietà. D’altronde anche in ambito psicoterapico, il momento della presa in carico di solito corrisponde con la fase più acuta del disagio di chi chiede aiuto, determinando quel passaggio critico grazie al quale ci si può avviare verso il superamento del sintomo e l’andare al fondo del problema, in modo da riconquistare la salute e il benessere psicologico.
Insito nella crisi troviamo il rischio così come l’opportunità, la difficoltà come la possibilità, il caotico come lo strutturato, grazie ad essa possiamo dare nuovi valori all’esistenza, oppure recuperare quelli che erano andati persi, che ci erano sfuggiti, che avevamo dimenticati.
È essenziale comprendere il legame tra il potere della crisi e la possibilità del cambiamento, che libera da vincoli esistenziali ed esiziali e sostiene la riscoperta dell’autenticità della vita.

In tal modo, avendo una nuova e proficua visuale che non ostacola impendendo la prospettica, si favorisce una ridefinizione di ciò che sarà, investendo su se stessi e sui rapporti con quelle persone che hanno un significato nell’esistenza di tutti noi.
Concludendo queste piccole riflessioni sottolineo che la crisi porta al cambiamento, alla possibilità di orientare il proprio sguardo al futuro, a ciò che potrà esserci all’orizzonte, per raggiungere l’autentico obiettivo della nostra vita, cioè ottenere il meglio per se stessi (ma su questo ci torneremo presto).

Luigi Gileno
Psicologo-Psicoterapeuta
www.studiopsicoterapiagileno.it
info@studiopsicoterapiagileno.it

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